Come Comunico

Stesse Abitudini, Stessi Risultati!

Questa frase da 9 anni ormai mi esorta a cambiare, a cercare, a imparare nuove cose, a conoscere nuovi luoghi, culture, a viaggiare, a muovermi oltre i miei quotidiani limiti per trovarne sempre di nuovi.

La frase: “la comunicazione è tutto e tutto è comunicazione” è sicuramente una delle mie preferite, come anche “non puoi non comunicare”. Ma cosa vuol dire Comunicare? Comunicazione?
L’Etimo ci corre in aiuto (da Etimo.it: Far altri partecipe di una cosa, fare notizia, ragguagliare.)
Quindi la ComunicAzione è l’Azione che facciamo per rendre gli Altri partecipi di una cosa, di una notizia. Potrei anche ridurre ai minimi termini dicendo che la Comunicazione è l’invio e la ricezione di segnali, e parlare dell’importanza della responsabilità di verificare da parte di chi invia segnali quanto e che cosa è stato ricevuto e percepito dal ricevente. Come anche che da parte del ricevente, decodificatore di segnali, l’interpretazione del segnale è sempre e solo di propria responsabilità. E che l’interpretazione (proprio come quando si traduce da una lingua ad un’altra) presuppone un tradimento del segnale originale. Questo perchè, come sanno benissimo i traduttori, ognuno di noi ha un vocabolario interno diverso da quello degli altri. Per esempio le parole: amore, amicizia, odio, lavoro, divertimento, praticamente quasi tutti i significati sono lievemente diversi da persona a persona quindi ognuno interpreta con il proprio vocabolario interno (o personabolario) che differisce da quello degli altri.

Considerando che il nostro cervello percepisce il mondo esterno attraverso i propri 6 sensi…

Come 6? I sensi non sono 5? I sensi attraverso i quali percepiamo il mondo esterno sono almeno 6 se non di più ;-) , 1 vista, 2 udito, 3 gusto, 4 olfatto (il gusto e l’olfatto sono quasi lo stesso senso), 5 tatto, 6 senso dell’equilibrio e del movimento (cinestesia).

considerando che il nostro cervello percepisce il mondo esterno attraverso le proprie (e sottolineo proprie) conoscenze e rappresentazioni interne (che differiscono da quelle degli altri), ritengo che lo studio della comunicazione sia la base per una corretta e sana comprensione del mondo esterno e degli altri.

La curiosità, la passione per la grafica, il desiderio di conoscenza, di comprendere il mondo, le cose, gli altri, mi hanno portato ad interessarmi sempre di più ed in maniera approffondità alla comunicazione, e professionalmente alla comunicazione visiva.
Il percorso che mi ha portato  ad appassionarmi sempre più a questo tema è passato cronologicamente  attraverso le composizioni poetiche e musicali, poi (ed ancora adesso devo dire) attraverso le letture di filosofia, senza dimenticare le letture di divulgazione scientifica. Ancora attraverso lo studio dell’arrangiamento musicale. Dal 2000 attraverso lo studio della grafica pubblicitaria su carta stampata e via web, poi ancora attraverso lo studio e le letture di PNL (programmazione neuro linguistica), e lo studio e l’insegnamento del ballo, e le letture, gli audio libri, ed i podcast di storia e saggistica.
Considerando che ho iniziato a ballare all’età di 12 anni, che ho iniziato a suonare, comporre, scrivere testi e poesie a 16 anni ed ho fatto della grafica la mia professione a 29 anni ed infine ho ritrovato l’amore per il ballo a 32 anni, la mia crescita interiore si muove in continuazione attraverso queste 4 arti. Attraverso le quali in definitiva comunico la mia personale percezione della vita.

E quale sarebbe la mia personale percezione della vita?

Mazzini si interrogava su quali erano i doveri dell’uomo e si rispondeva affermando (in estrema sintesi) “Il bene individuale legato al bene sociale”. Nietzsche nel 1800 anticipava i temi portanti del 900, indicando l’utilità della comprensione dell’errore, dell’interpretazione e dell’arte come fuga (e rifugio o artificio) per la sopportazione della vita.  Hans Sachs, Dale Carnage, Anthony Robbins  mi hanno insegnato e mi insegnano il desiderio continuo a comprendere meglio me stesso e gli altri.  Io con il mio caro amico Cocciu una decina di anni fa, discutevamo e riflettevamo sulla filosofia del “non senso”, e quella del “comodo” e personalmente affermavo ed affermo la filosofia dell’ “utile”. E ultimamente riallacciandomi agli insegnamenti steineriani, che sintetizzo in: “una sana educazione sta alla base di una sana società, di un sano individuo infine di una sana salute” affermo, che una sana comprensione della comunicazione sta alla base di una sana educazione. ;-)

Ed infine parafraserò il mio ultimo e grande amore letterario: Baricco. Cerco di comunicare come un Barbaro ai Barbari, perchè sono un Mutante, per divulgare quanto sia importante “costruire una nuova bellezza“  cosa che devo dire amo fare nel ballo (come oltre e di più di Nietzsche, Baricco mi ha mostrato nell’Iliade o come la chiama lui, Achilleide).

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